Riabilitazione del pavimento pelvico

Le disfunzioni del pavimento pelvico (o pelvi-perineale o perineale) hanno un grosso impatto sulla qualità della vita e condizionano fortemente la sfera privata, sociale e lavorativa. La riabilitazione del pavimento pelvico permette di affrontare in maniera efficace tali problematiche senza ricorrere a interventi più invasivi o attuare rinunce e compromessi. A tale scopo si rende necessaria una presa in carico professionale, accurata e personalizzata per affidarsi con serenità al trattamento e sentirsi a proprio agio.

Il pavimento pelvico (PP)

Il PP è un insieme di muscoli, tendini e legamenti che sostiene il peso degli organi interni e svolge un ruolo chiave nelle funzioni uro-genitali e non solo. Si tratta di un sistema complesso, con tanti elementi che devono agire in accordo per garantire il delicato equilibrio del nostro corpo. Quando uno di tali componenti viene meno, è possibile, tramite la riabilitazione, ripristinare un nuovo equilibrio che permetta al nostro organismo di funzionare nuovamente al meglio.

Metodiche utilizzate

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico: esecuzione di esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico al fine di facilitarne la presa di coscienza (consapevolezza) e di rinforzare il sistema di sostegno degli organi pelvici. Dopo essere stati ben appresi tali esercizi possono essere svolti anche a casa in modo da implementare il trattamento e, in alcuni casi, possono essere svolti in specifici gruppi di ginnastica perineale.
  • Elettrostimolazione: tramite appositi dispositivi di alto livello è possibile stimolare direttamente i muscoli perineali nei casi in cui non riescano ad essere contratti in modo adeguato autonomamente.
  • Biofeedback: consiste nell’impiego di uno strumento all’avanguardia in grado di registrare l’attività muscolare che potrebbe non essere percepita e trasformarla in segnale visivo, permettendo al/alla paziente di verificare le contrazioni o il rilassamento muscolare e di imparare a compierli in modo corretto autonomamente.
  • Trattamenti di terapia manuale: trattamenti manuali delle strutture mio-fasciali del pavimento pelvico e del bacino in generale.
  • Terapia comportamentale;

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi a casa autonomamente ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

AMBITI DI INTERVENTO

Incontinenza urinaria, urgenza e ritenzione → (vescica neurologica)

L’incontinenza urinaria (IU): consiste nella perdita involontaria di urina, da poche a gocce a fughe più consistenti e può interessare si uomini che donne. L’IU non dovrebbe essere considerata un fenomeno fisiologico, nemmeno dopo il parto, l’avanzamento dell’età o in seguito ad operazioni nella zona pelvica. Si tratta di un disturbo che può essere non solo prevenuto, ma anche curato e risolto dopo un’attenta valutazione delle sue  cause.

Esistono diversi tipi di incontinenza:

  • Incontinenza da sforzo:

perdita di urina in seguito a tosse, starnuti, risate, esercizi fisici, emozioni forti, cambi di posizione, atto sessuale o altri sforzi che aumentano la pressione intra-addominale.

  • Incontinenza da urgenza: bisogno improcrastinabile di mingere con fughe di urina prima di raggiungere la toilette. Si parla invece solo di urgenza minzionale nel caso in cui l’urgenza non esiti in incontinenza.
  • Incontinenza mista: sono presenti contemporaneamente le caratteristiche di entrambe le forme precedentemente descritte.

La riabilitazione perineale può aiutare a migliorare questa condizione restituendo forza e funzionalità ai muscoli del pavimento pelvico.

L’IU non è l’unico disturbo che può coinvolgere la minzione, altri sintomi di disfunzione sono:

  • alta frequenza delle minzioni diurna (pollachiuria) o notturna (nicturia) con interruzione del sonno;
  • getto debole, intermittente e con difficoltà ad iniziare la minzione;
  • sensazione di mancato svuotamento della vescica;
  • sgocciolamento di urina postminzionale;
  • sensazione di “disconfort” o “malessere” al basso ventre.

Questi ed altri sintomi si definiscono LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms), si possono manifestare sia nel maschio che nella femmina, a qualsiasi età e possono beneficiare della riabilitazione perineale.

Tecniche e strumenti utilizzati:

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico
  • Trattamenti di terapia manuale
  • Biofeedback
  • Elettrostimolazione
  • Terapia comportamentale

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana, con l’ausilio ad esempio del diario vescicale. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi autonomamente a casa ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

Vescica neurologica

Gravidanza: pre e post parto

La gravidanza, il parto e il post parto sono dei momenti molto speciali, in cui prendersi cura del proprio corpo è essenziale per salvaguardare la salute perineale. È importante affidarsi a degli esperti per gestire questo delicato periodo e prevenire o curare eventuali disfunzioni correlate.

Durante la gravidanza l’obiettivo è incrementare la consapevolezza, la percezione, il controllo, la forza, la resistenza e l’elasticità del pavimento pelvico. In questo modo non solo ci si preparerà ad affrontare il parto al meglio, ma si favorirà il successivo recupero e si aiuterà l’organismo a gestire  il crescente peso del nascituro e le sue conseguenze su postura, rapporti sessuali, dolori… .

Nel post parto invece, si aiuterà l’organismo a ritrovare il suo equilibrio fisiologico lavorando per restituire la corretta funzionalità della muscolatura perineale e prevenire e curare i disturbi che possono essere correlati al parto. Ad esempio si possono riscontrare problematiche quali incontinenza urinaria, prolasso genitale, diastasi dei retti addominali, incontinenza fecale, dolore pelvico e disturbi sessuali, alcuni dei quali possono insorgere anche molto tempo dopo il parto.

Anche in caso di gravidanze e parti senza complicazioni, il nostro pavimento pelvico subisce un forte stress per cui è sempre indicato prendersi cura del benessere di questa zona sia prima che dopo il parto.

Tecniche e strumenti utilizzati:

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico
  • Trattamenti di terapia manuale
  • Biofeedback
  • Elettrostimolazione (es. TENS)
  • Terapia comportamentale

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana, con l’ausilio ad esempio del diario vescicale. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi autonomamente a casa ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

Disfunzioni sessuali e dolore pelvico

Le disfunzioni sessuali hanno un grosso impatto sulla qualità della vita e condizionano fortemente la sfera privata ed emotiva. Tali disturbi possono essere di varia natura e vanno gestiti con un team multidisciplinare esperto di cui la riabilitazione perineale è parte essenziale.

Alcuni ambiti trattati sono la dispareunia (dolore ai rapporti), la vestibulite, la vulvoldinia, la cistite postcoitale le disfunzioni erettile, l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia, … .

Tra queste problematiche degna di nota è il dolore pelvico cronico, una sindrome complessa che soltanto recentemente sta ricevendo l’adeguata attenzione clinica e divulgativa. Si tratta di una condizione di dolore nella zona genitale o del basso ventre che duri da più di sei mesi, associata a diversi tipi di disfunzioni uro-ginecologiche (cistiti ricorrenti, prostatiti abatteriche), intestinali (dolore ano-rettale, defecazione ostruita) e sessuali (dispareunia, vaginismo), le quali incidono nella qualità della vita, non solo sessuale, di molte persone.

Questa condizione è spesso correlata ad un aumento del tono muscolare del pavimento pelvico (ipertono) per la cui gestione la riabilitazione perineali può offrire molti strumenti validi.

Tecniche e strumenti utilizzati:

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico
  • Trattamenti di terapia manuale
  • Biofeedback
  • Elettrostimolazione (es. TENS)
  • Terapia comportamentale

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana, con l’ausilio ad esempio del diario vescicale. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi autonomamente a casa ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

Prostatectomia o problemi prostatici

 

Tra le disfunzioni del pavimento pelvico maschili che possono giovare della riabilitazione perineale le più frequenti sono quelle legate a problemi prostatici o a chirurgia prostatica.

I sintomi che si presentato più spesso in quesiti casi sono l’incontinenza urinaria, un aumento della frequenza delle minzioni diurne (pollachiuria) e notturne (nicturia), urgenza minzionale, mitto debole o intermittente, difficoltà ad iniziare la minzione (esitazione), sgocciolamento post-minzionale, sensazione di svuotamento incompleto, sensazione di “disconfort” o “malessere” al basso ventre e disfunzioni sessuali (es. disfunzione erettile).

Tutti questi sintomi hanno una fortissima ricaduta sulla qualità della vita quotidiana e condizionano fortemente la sfera privata, sociale e lavorativa.

Gli interventi chirurgici possono variare a seconda della patologia (iperplasia prostatica benigna o tumore) e delle caratteristiche personali di ogni pazienti, in termini sia di anatomia prostatica che di comorbidità che di preferenze del paziente. Le più frequenti sono la TURP (resezione transuretrale della prostata) a seguito di ipertrofia prostatica benigna e la prostatectomia radicale (a cielo aperto o in laparoscopia con assistenza robotica, possibilmente “) in caso di neoplasia prostatica. Nonostante le tecniche chirurgiche siano sempre più all’avanguardia (es. interventi in laporsoscopia, con assistenza “robotica” e tecnica “nerve sparing”) possono esserci conseguenze sulla continenza e sulla sessualità, immediate o a distanza di tempo, che la riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare a prevenire e a curare. Sempre più spesso viene poi suggerita una presa in carico pre-operatoria oltre alla riabilitazione post-operatoria, poiché una volta superato l’intervento, permette di ridurre i tempi del recupero e la portata dei sintomi.

La riabilitazione pelvi-perineale è consigliata anche nei casi in cui si decida di trattare il cancro alla prostata con la radioterapia.

Tecniche e strumenti utilizzati:

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico
  • Trattamenti di terapia manuale
  • Biofeedback
  • Elettrostimolazione
  • Terapia comportamentale

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana, con l’ausilio ad esempio del diario vescicale. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi autonomamente a casa ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

 

 

 

 

 

Stipsi o Incontinenza fecale

 

La riabilitazione del pavimento pelvico può essere molto utile anche nei casi di disfunzioni del comparto posteriore delle pelvi, legato alla funzione intestinale e ano-rettale.

Incontinenza fecale o ai gas e stipsi possono influenzare in maniera molto importante la qualità della vita quotidiana e vanno gestiti con cura e competenza. Infatti, i muscoli del pavimento pelvico rivestono un ruolo fondamentale sia nella continenza che nella defecazione: una muscolatura valida permette di trattenere feci e gas anche quando vi sono importanti aumenti della pressione addominale o variazione della consistenza delle feci e di operare una sorta di “contro-spinta” nel momento della defecazione.

Ogni caso necessita di una valutazione personale e spesso multidisciplinare poiché i fattori che possono portare a tali problematiche sono molteplici: efficacia del sistema sfinteriale e muscolare in generale, elasticità e caratteristiche del retto, consistenza delle feci, … .

Alcuni esempi di situazioni in cui possono presentarsi sintomi di alterazione delle funzioni intestinali e ano-rettali sono:

  • Lesioni nervose (patologie neurologiche, lesioni nervose periferiche o centrali, cerebrali o midollari)
  • Alterazioni muscolari (lesioni agli sfinteri o muscolari)
  • Post chirurgia pelvica
  • Post-parto
  • Menopausa o invecchiamento (incontinenza senile)
  • Alterazione della consistenza fecale
  • Alterazione sensibilità rettale

Più  nello specifico, per quanto riguarda stitichezza o stipsi vi è una difficoltosa e infrequente (< di 2 volte a settimana) evacuazione associata o meno a sensazione di incompleto svuotamento intestinale. Possiamo distinguere la stipsi da “rallentato transito” (stimolo ridotto o assente) e da “ostruita defecazione” (difficoltà ad espellere anche in presenza di stimolo). In questo ultimo caso  si può presentare una sensazione di evacuazione incompleta, uno sforzo prolungato e la necessità di manovre digitali. La difficile espulsione in presenza di stimolo può essere causata si da un ostacolo meccanico (alterazioni anatomiche, prolasso, … ) che da cause funzionali quali la mancata coordinazione dei vari comparti e meccanismi che sottendono la continenza e la defecazione (dissinergia).

Tecniche e strumenti utilizzati:

Dopo un’attenta anamnesi ed un’accurata valutazione imposteremo insieme un percorso riabilitativo mirato e personalizzato che potrà avvalersi di vari strumenti in base alle singole esigenze:

  • Esercizio terapeutico
  • Trattamenti di terapia manuale
  • Biofeedback
  • Elettrostimolazione
  • Terapia comportamentale

Sarà parte integrante del trattamento anche una “terapia comportamentale” ovvero una serie di consigli ed indicazioni pratiche da attuare durante la vita quotidiana, con l’ausilio ad esempio del diario vescicale. Il monitoraggio nel tempo permetterà di eseguire gli esercizi appresi autonomamente a casa ed essere accompagnati gradualmente durante il processo di guarigione.

Prolasso 

 

Il prolasso degli organi pelvici è una condizione in cui una parte, uno o più organi pelvici perdono la loro corretta posizione anatomica e funzionale all’interno della cavità pelvica. Normalmente tali organi vengono stabilizzati e sostenuti grazie al sistema di legamenti e muscoli del pavimento pelvico ma in caso di lassità o danno, la loro funzione viene meno. Questo può accadere con l’invecchiamento, a seguito del parto, di chirurgia che interessi la zona pelvica, di obesità e . In base alla gravità può essere di vari gradi e portare a diversi sintomi, quali, nella donna: sensazione di pesantezza nella vagina, una “protuberanza” percepita o visibile che fuoriesce dalla vagina, rapporti sessuali dolorosi o insoddisfacenti, difficoltà nello svuotamento vescicale o intestinale, infezioni ricorrenti del tratto urinario, dolore pelvico, problemi di continenza urinaria e minzionali di varia natura.

I diversi tipi di prolasso urogenitale prendono il nome dall’organo interessato:

  • Parete posteriore della vagina: prolasso del retto (rettocele) o dell’intestino tenue (enterocele)
  • Parete anteriore della vagina: prolasso della vescica (cistocele) o dell’uretra (uretrocele)
  • La parte superiore della vagina: prolasso vaginale (apicale)
  • L’utero: prolasso uterino o isterocele.

La riabilitazione perineale può essere di grande aiuto nel prevenire tale disturbo e per curarlo nei casi meno gravi. Se il prolasso è di grado elevato e con sintomi invalidanti vi è di solito indicazione medica all’intervento chirurgico per cui può essere utile una riabilitazione pre e post-operatoria.

Prevenzione

Menoapusa